C'era un signore di Pontelagoscuro che parlava soltanto col muro; gli diceva «buongiorno», poi girava d'intorno, quel signore cortese e sicuro.
Cinque versi, due rime, nessuna logica. O quasi.
Rodari smonta il limerick di Edward Lear e mostra che è una macchina a struttura fissa. Nel primo verso compare il protagonista, nel secondo una sua qualità, nel terzo e nel quarto ciò che fa o ciò che gli succede, nel quinto un epiteto finale, spesso stravagante, che chiude il cerchio. Chi conosce lo schema può produrre nonsense a volontà.
C'era un signore di Pontelagoscuro che parlava soltanto col muro; gli diceva «buongiorno», poi girava d'intorno, quel signore cortese e sicuro.
C'era una maestra di Siena che cantava con la balena; le insegnava le note sulle onde più remote, quella maestra serena.
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